La conservazione delle strutture lignee è espressamente prescritta dalle norme applicabili nell’ambito dei Beni Culturali, ed è vantaggiosa anche per le strutture ordinarie e quelle moderne, in legno lamellare.

Ma è un’attività che non si improvvisa: quando è il risultato che conta, occorre rivolgersi ad un vero specialista. I servizi sviluppati da LegnoDOC in 10 anni di esperienza su oltre 200 cantieri consentono di elevare la qualità del progetto di conservazione e ridurre l'intervento all’indispensabile, minimizzando gli imprevisti in corso d'opera ed economizzando tempi e costi.

La conservazione delle strutture di legno, correttamente progettata ed eseguita, riesce a soddisfare le esigenze prestazionali senza far lievitare il costo dell’intervento. Inoltre, le Linee Guida per l’applicazione al patrimonio culturale della normativa tecnica di cui all’Ordinanza P.C.M. 3274/2003, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, prescrivono il mantenimento delle strutture di legno esistenti in quanto capaci di limitare le masse nella parte più alta dell'edificio e di garantire un’elasticità simile a quella della compagine muraria sottostante.

Le strutture lignee possono presentare situazioni di degrado assai diverse ma accomunate da una causa precisa: carenze di progettazione o di manutenzione. Viceversa non mancano in ogni parte d’Italia gli esempi di strutture ottimamente conservate, a testimonianza che la durabilità del materiale è elevata purché sia evitato il ristagno di umidità. Le caratteristiche costruttive (tipologia, modalità delle unioni...), la specie legnosa, le dimensioni e la qualità meccanica degli elementi, le condizioni ambientali, le vicissitudini storiche, fanno si che ogni struttura sia comunque diversa dall’altra come stato di conservazione. Al degrado biotico (funghi ed insetti) può sommarsi un degrado meccanico (dissesti, sconnessioni, fratture), con effetti cumulati a volte critici per la sicurezza.

Diagnosticare in modo affidabile ed oggettivo le condizioni della struttura sulla quale ci si appresta ad intervenire costituisce una esigenza imprescindibile per garantire la qualità del progetto e la sua rispondenza ai requisiti della committenza. Per questi motivi LegnoDOC ha messo a punto uno specifico procedimento di indagine che integra le conoscenze tecnico-scientifiche di base, gli accorgimenti derivanti dalla pratica di cantiere e le soluzioni tecnologiche più idonee per questo materiale. Con una restituzione grafica intuitiva e completa.

Il procedimento, i cui elementi essenziali sono descritti nella norma UNI 11119, prevede la raccolta e la elaborazione dei dati effettivamente necessari, pertanto il livello di approfondimento può essere adeguato ai requisiti definiti dal progettista. L’indagine è applicabile anche alle parti non a vista ed è basata su una combinazione di ispezioni visive e tecniche strumentali non distruttive. Ciò che conta non è il numero di prove eseguite, ma la capacità di descrivere in modo oggettivo e quantitativo la localizzazione, l’estensione e le caratteristiche meccaniche delle sezioni resistenti residue. LegnoDOC, costituita da due soci con PhD in Scienze del Legno e forte di una costante collaborazione con vari Enti di ricerca in Italia ed Europa, può garantirvi dei risultati sempre all’altezza delle vostre aspettative, con un favorevole rapporto costo/qualità e l’offerta di ulteriori servizi specialistici accessori (dendrocronologia, verifiche statiche, progettazione di interventi, carpenteria, restauro) sempre ad alto livello.